Spettacolo, “I figli di Nessuno” tornano a Messina ed è un nuovo successo

Torna in scena a Messina la commedia teatrale “I figli di Nessuno” scritta e diretta dal Messinese Salvatore Curtò. Ancora una volta è l’Annibale Maria di Francia il teatro che ospita uno spettacolo entusiasmante. Proprio nello stesso luogo in cui nove mesi prima l’Accademia Siciliana aveva debuttato. Da allora spettacoli in giro per la Sicilia e tanti consensi, tanta curiosità, ma anche tanti cambiamenti. Abbiamo intervistato il regista Salvatore Curtò proprio prima di andare in scena.

Cosa è cambiato in questo tempo per la sua commedia?

Intanto è cambiato il regista, adesso lo sono io. Ho voluto ultimare gli studi di educatore teatrale e regista prima di salire in sella, per così dire. Adesso mi sento più sicuro. Come regista ho esordito a marzo a Siracusa e da allora ho lavorato alacremente, per migliorare la commedia, le performance degli attori e quanto li circonda: scenografia, luci, musiche, costumi e quant’altro. Poi sono cambiati molti attori.

Ecco la Vostra Compagnia ha attori provenienti da tutta la Sicilia. E’ difficile lavorare così a distanza?

Noi proviamo da remoto e di tanto in tanto ci incontriamo nei fine settimana, ma il livello degli attori è tale che me lo consente. Ho creato uno zoccolo duro di attori messinesi e poi ho aggiunto nuovi professionisti.

Ci presenta i suoi attori?

Certo lo faccio con molto piacere: accanto a me che interpreto il Professore vi è il Barbiere egregiamente interpretato dal mio amico Lillo Cammaroto, noto avvocato Messinese. Quindi la figura del giovane Totò è affidata ad Alfonso Guadagnino, autentico talento di Canicattì e grande promessa del teatro siciliano. Lavora con lui la bravissima Benedetta Todaro nei panni di Rita la sorella di Totò e Lorenzo Fichera che interpreta Antonio, il miglior amico del personaggio principale. I tre sono della stessa zona e provano assieme. Poi ci sono i messinesi: Maddalena Palamara, Alessandro Andronico che è della provincia, Nancy Barbaro e Marcello Minutoli, Annalisa Maiorana che provano sempre assieme sotto la mia supervisione. In questo spettacolo il personaggio chiave, il Totò adulto è stato affidato a Manfredi Russo, attore palermitano dal curriculum di tutto rispetto per ruoli ricoperti nel piccolo e grande schermo oltre che a teatro. Quindi il personaggio femminile di spicco Maria interpretata dalla bellissima ventenne agrigentina Gloria Mancuso

La sua commedia è stata rappresentata in cinque teatri e tre provincie e per il futuro?

Per il futuro il dodici luglio faremo uno spettacolo in riva allo stretto, alla Lega Navale, in uno scenario incantevole, poi forse qualche spettacolo all’aperto ancora da concordare. In autunno saremo a Catania, Palermo e Caltanissetta e speriamo di chiudere la stagione ad Agrigento con un grande spettacolo di natale.

Secondo Lei perché questo spettacolo ha successo?

Secondo me perché dice tante verità, talvolta scomode. Vede i miei sono personaggi di fantasia che si muovono in storie inventate, ma sono così vicini alla realtà che sembrano veri ed alla gente pare di conoscerli.

Nei dialoghi i suoi personaggi sentenziano verità importanti, ci può fare degli esempi?

Con immenso piacere. Antonio dice:” qui tutti hanno fallito! La politica, la Chiesa, la scuola solo la famigghia ha tenuto. La famigghia l’istituzione più antica e rigida della nostra terra.

Totò si sfoga:” Qui a Milano cè una mafia che invece della coppola e della lupara, indossa la cravatta e talvolta anche il camice.”

Il Professore urla:” …in Sicilia si non mori, non cunti nenti, ma così non è giusto ci sono tanti eroi silenziosi che hanno fatto sempre il loro dovere. Eroi silenziosi.”

Suor Pasqualina sentenzia di suo:” In Sicilia ci sono due Totò che senza conoscersi, si combattono a distanza per obiettivi diversi. Da un lato Totò Riina decide chi deve campare e chi deve morire, dall’altro Totò Messina salva la vita da chirurgo a chiunque gli passi per le mani.

Ultima domanda: ci sarà una prosecuzione di questa storia su “I figli di Nessuno”?

Le rispondo come nel finale della stessa rappresentazione teatrale:” Ma di questo vi racconteremo nella prossima puntata”.

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